Piante per biopiscina: il vademecum completo

Le piante non sono la decorazione della biopiscina: sono il depuratore. In una piscina tradizionale l’acqua la pulisce il cloro; in una biopiscina o in un biolago la puliscono le radici, i microrganismi che vivono attorno ad esse e il substrato minerale in cui affondano. Sbagliare le piante significa avere un sistema che non depura, si riempie di alghe e vi fa rimpiangere il cloro. Sceglierle bene significa avere un’acqua che si mantiene da sola, anno dopo anno.

Questo vademecum raccoglie 35 specie organizzate come ragiona chi progetta: per zona di piantumazione, dalla riva all’acqua profonda. Per ogni pianta trovate profondità corretta, funzione nel sistema, fioritura, rusticità per il clima italiano — un dettaglio che le fonti tecniche tedesche, scritte per i climi d’oltralpe, non danno — e l’errore più comune da evitare. In fondo, la sezione che nessuno pubblica: le piante da non mettere, comprese quelle oggi vietate dal regolamento europeo sulle specie invasive.

Un chiarimento prima di iniziare: in una biopiscina a vasche separate le piante vivono solo nella zona di rigenerazione, mai nella vasca balneabile. In un biolago a depurazione integrata condividono lo specchio d’acqua con voi, disposte lungo le sponde. Le specie sono le stesse; cambia solo dove le mettete.

Le quattro fasce di profondità: dove va cosa

Ogni pianta acquatica ha una profondità di lavoro precisa. Piantata troppo in basso annega, troppo in alto secca. Le linee guida FLL — lo standard tecnico tedesco di riferimento per le piscine naturali — dividono l’area piantumata in fasce; per il clima italiano le semplifichiamo così:

  • Fascia 1 — Riva umida (da +10 a 0 cm): terreno saturo d’acqua ma non sommerso. Piante da margine che rifiniscono il bordo e mascherano il telo.
  • Fascia 2 — Palude (0–20 cm sotto il pelo dell’acqua): il cuore della fitodepurazione. Qui lavorano le palustri, le grandi divoratrici di nutrienti.
  • Fascia 3 — Acqua bassa (20–50 cm): palustri alte e piante a foglia emergente.
  • Fascia 4 — Acqua profonda (50–150 cm): ninfee e piante a foglia galleggiante radicate sul fondo, più le ossigenanti sommerse che fluttuano nella colonna d’acqua.

[INFOGRAFICA: sezione del biolago con le 4 fasce quotate e le specie posizionate — in preparazione]

Regola d’oro sul substrato: le piante vanno messe a dimora in materiale minerale povero — ghiaia lavata, lapillo vulcanico, zeolite — mai in terriccio da giardino. Sembra controintuitivo, ma è il punto su cui fallisce metà dei fai-da-te: il terriccio rilascia nutrienti, i nutrienti nutrono le alghe prima delle piante, e l’acqua diventa verde. La pianta deve trovare il nutrimento nell’acqua, perché è proprio così che la pulisce.

Fascia 4 e colonna d’acqua — Le ossigenanti sommerse

Invisibili dalla riva e per questo sempre sottovalutate, le sommerse sono le lavoratrici notturne del sistema: assorbono nutrienti direttamente dall’acqua per tutta la superficie fogliare, rilasciano ossigeno e sottraggono cibo alle alghe, con cui competono direttamente. Un biolago senza ossigenanti è un biolago che prima o poi diventa verde.

Ceratofillo (Ceratophyllum demersum)

Zona: colonna d’acqua, 40–150 cm · Funzione: ossigenante, anti-alghe · Fioritura: insignificante · Rusticità: tutta Italia

La più efficace e la più semplice: non ha radici, si lascia affondare a mazzi zavorrati e cresce assorbendo tutto dall’acqua. Rilascia anche sostanze che inibiscono la crescita delle alghe (allelopatia). D’inverno affonda e sverna sul fondo. Errore comune: metterne troppo poca — servono più mazzi di quanto sembri, poi si dirada in estate.

Millefoglio d’acqua (Myriophyllum spicatum)

Zona: colonna d’acqua, 30–100 cm · Funzione: ossigenante · Fioritura: spighe rosate sopra il pelo, giugno–agosto · Rusticità: tutta Italia

Fogliame piumoso finissimo, ottimo rifugio per la microfauna che completa la depurazione. Attenzione alla specie: lo spicatum è la nostra specie autoctona; i cugini aquaticum e heterophyllum sono invasivi e vietati in UE (li trovate nella sezione finale). Comprate solo da vivai che certificano la specie.

Violetta d’acqua (Hottonia palustris)

Zona: acqua bassa e colonna, 20–50 cm · Funzione: ossigenante · Fioritura: candelabri lilla sopra l’acqua, maggio–giugno · Rusticità: nord e centro; soffre le estati torride del sud

L’unica ossigenante con una fioritura da protagonista. Ama acque limpide e fresche: nei biolaghi del nord Italia è splendida, al sud va posizionata in zona parzialmente ombreggiata. Indicatore vivente: se la Hottonia prospera, la vostra acqua è di ottima qualità.

Brasca increspata (Potamogeton crispus)

Zona: colonna d’acqua, 40–120 cm · Funzione: ossigenante · Fioritura: insignificante · Rusticità: tutta Italia

Foglie ondulate traslucide, molto decorativa vista dall’acqua (cioè nuotando). Robusta, tollera acque più dure e calcaree di altre sommerse — utile perché molti acquedotti italiani danno acqua molto calcarea. Si contiene facilmente strappandone una parte a fine estate.

Vallisneria (Vallisneria spiralis)

Zona: fondo, 40–100 cm · Funzione: ossigenante, consolidamento del fondo · Fioritura: curiosa ma minuscola · Rusticità: tutta Italia, ideale al sud

Nastri verdi che formano praterie sommerse: radicata, si propaga per stoloni e stabilizza il substrato. È la sommersa che meglio tollera il caldo — nelle regioni meridionali dove altre ossigenanti soffrono, la Vallisneria lavora tutta l’estate.

Chara (Chara spp.)

Zona: fondo, 30–150 cm · Funzione: ossigenante, indicatore di qualità · Fioritura: nessuna (è un’alga evoluta) · Rusticità: tutta Italia

Tecnicamente un’alga, ma delle nobili: forma tappeti bassi che assorbono fosfati con efficienza notevole e depositano calcare, rendendo l’acqua cristallina. Spesso arriva da sola nei sistemi maturi ed è sempre una buona notizia. Non va combattuta: va festeggiata.

Superficie — Le galleggianti

Le galleggianti vivono libere, senza radicare: assorbono nutrienti direttamente dall’acqua e fanno ombra, tenendo l’acqua fresca e togliendo luce alle alghe. Vanno dosate: la copertura ideale della superficie totale (galleggianti + foglie di ninfea) è tra un terzo e metà. Di più, e le sommerse sotto muoiono di buio.

Morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae)

Zona: superficie, acque calme · Funzione: ombreggiante, assorbe nutrienti · Fioritura: fiorellini bianchi a tre petali, giugno–agosto · Rusticità: tutta Italia

Una mini-ninfea galleggiante: rosette di foglie tonde di 3–5 cm, eleganti e mai ingombranti. D’inverno produce gemme che affondano e risalgono in primavera. La galleggiante più adatta ai biolaghi perché cresce con garbo, senza colonizzare tutto.

Erba coltellina (Stratiotes aloides)

Zona: superficie/semisommersa, 40–100 cm · Funzione: assorbe nutrienti, rifugio per fauna utile · Fioritura: bianca, giugno–luglio · Rusticità: nord e centro

Rosette spinose simili ad ananas che galleggiano a mezz’acqua e affiorano in estate per fiorire. Grande divoratrice di nutrienti e alleata contro le alghe filamentose. Tenerla lontana dalla zona balneabile: le foglie seghettate graffiano.

Castagna d’acqua (Trapa natans)

Zona: superficie, radicata su fondali 60–150 cm · Funzione: ombreggiante · Fioritura: bianca discreta, estate · Rusticità: tutta Italia, ama il caldo

Rosette romboidali molto decorative e frutti commestibili che i nostri nonni conoscevano bene. Annuale: muore in autunno e si risemina da sola. Perfetta al centro-sud, dove il caldo la esalta. Errore comune: raccogliere le rosette in autunno pensando siano da smaltire, buttando via i semi dell’anno dopo.

Lenticchia d’acqua (Lemna minor) — con riserva

Zona: superficie · Funzione: assorbe nutrienti in modo aggressivo · Fioritura: invisibile · Rusticità: tutta Italia

La cito perché arriverà da sola, portata dagli uccelli, non perché dobbiate piantarla. In un sistema equilibrato resta marginale; se esplode a tappeto verde è un sintomo, non una malattia: c’è troppo azoto in acqua (troppi pesci? foglie non raccolte? concime dilavato dal prato?). Si toglie a retino — ed è, letteralmente, esportare nutrienti dal sistema.

Fasce 2 e 3 — Le palustri: il motore della fitodepurazione

Qui si gioca la partita. Le palustri radicate nel substrato della zona di rigenerazione sono il filtro biologico vero e proprio: le radici ospitano i biofilm batterici che trasformano ammoniaca e nitriti, e la pianta pompa via azoto e fosforo per costruire foglie e steli. Ogni sfalcio autunnale di queste piante è nutrimento estratto per sempre dal sistema. In una biopiscina a norma FLL, la zona di rigenerazione occupa dal 30 al 50% della superficie totale — e queste piante ne sono le titolari.

Giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus)

Zona: palude, 0–20 cm · Funzione: depurante potente · Fioritura: gialla spettacolare, maggio–giugno · Rusticità: tutta Italia

Il re della fitodepurazione italiana: autoctono, bellissimo, instancabile. Le radici sviluppano una rizosfera enorme e tollera qualsiasi acqua. Cresce vigoroso: piantatelo in cestelli o dategli spazio, e dividetelo ogni 3–4 anni. Se doveste scegliere una sola palustre, è questa.

Tifa nana (Typha minima)

Zona: palude, 0–20 cm · Funzione: depurante · Fioritura: mazze brune tonde, estate · Rusticità: tutta Italia

Tutta l’iconografia della palude in 60 cm di altezza. Preferitela sempre alla cugina Typha latifolia, che supera i 2 metri e ha rizomi appuntiti capaci di forare i teli meno robusti — la latifolia solo in biolaghi grandi, con barriera anti-rizoma e telo EPDM spesso.

Giunco (Juncus effusus)

Zona: riva umida e palude, +5–10 cm · Funzione: depurante, strutturale · Fioritura: discreta, bruna · Rusticità: tutta Italia

Steli verdi cilindrici sempreverdi: dà struttura verticale anche d’inverno, quando quasi tutto il resto è a riposo — un dettaglio che si apprezza guardando il biolago nella stagione fredda. Sobrio, ordinato, mai invadente.

Carice (Carex elata, Carex riparia)

Zona: riva umida e palude, +10–15 cm · Funzione: depurante, consolidamento sponde · Fioritura: spighe primaverili · Rusticità: tutta Italia

I cespi eleganti che vedete ai margini di ogni zona umida naturale. La Carex elata forma i caratteristici cuscini a zolla rialzata; entrambe legano il substrato delle sponde e mascherano il bordo del telo meglio di qualsiasi altra pianta. Fondamentali per l’effetto “lago vero, non vasca”.

Lisca lacustre (Schoenoplectus lacustris)

Zona: acqua bassa, 20–50 cm · Funzione: depurante di profondità · Fioritura: pennacchi bruni · Rusticità: tutta Italia

Il giunco alto dei laghi italiani: lavora più in profondità delle altre palustri, coprendo la fascia dei 30–50 cm dove poche depuranti arrivano. Steli flessibili fino a 2 metri che disegnano il vento sull’acqua. Da contenere in cestelli nei biolaghi piccoli.

Menta acquatica (Mentha aquatica)

Zona: riva umida e palude, 0–10 cm · Funzione: depurante, aromatica · Fioritura: pompon lilla amati dalle api, luglio–settembre · Rusticità: tutta Italia

Profuma il bordo piscina quando la sfiorate, richiama impollinatori, depura bene. Come tutte le mente è una colonizzatrice: cestello obbligatorio o sfalci decisi. L’errore comune è piantarla libera “tanto è piccolina” — in due stagioni tappezza tre metri di sponda.

Calta palustre (Caltha palustris)

Zona: riva umida, +5–0 cm · Funzione: decorativa precoce · Fioritura: gialla brillante, marzo–maggio · Rusticità: nord e centro; al sud in ombra parziale

La prima a fiorire: quando il biolago si risveglia da inverno, le sue coppe giallo oro sono il segnale che la stagione riparte. Ama il fresco — nelle regioni calde va in riposo estivo, non allarmatevi se sparisce a luglio.

Pontederia (Pontederia cordata)

Zona: acqua bassa, 10–30 cm · Funzione: depurante, decorativa · Fioritura: spighe blu-violette, giugno–settembre · Rusticità: tutta Italia

Una delle pochissime fioriture blu del mondo acquatico, e tra le più lunghe: tre mesi pieni. Foglie a cuore lucide, portamento ordinato, zero aggressività. La preferita di chi vuole colore in zona di rigenerazione senza manutenzione.

Sagittaria (Sagittaria sagittifolia)

Zona: acqua bassa, 10–40 cm · Funzione: depurante · Fioritura: bianca a tre petali, estate · Rusticità: tutta Italia

Riconoscibile dalle foglie a punta di freccia. Autoctona, robusta, produce tuberi con cui sverna sul fondo. Buona depurante di fascia media che aggiunge varietà di forme al fronte delle palustri.

Mestolaccia (Alisma plantago-aquatica)

Zona: palude e acqua bassa, 0–20 cm · Funzione: depurante · Fioritura: nuvola di fiorellini bianco-rosa, estate · Rusticità: tutta Italia

Pianta autoctona modesta da vicino, preziosa nel disegno d’insieme: la sua infiorescenza vaporosa alleggerisce i blocchi compatti di iris e tife. Si risemina volentieri: strappate le piantine dove non le volete, senza pietà.

Calamo aromatico (Acorus calamus)

Zona: palude, 0–20 cm · Funzione: depurante · Fioritura: spadice discreto · Rusticità: tutta Italia

Foglie a nastro che profumano di agrumi se spezzate, usate da secoli in erboristeria. Depurante affidabile e ben educato. Esiste la varietà ‘Variegatus’ a strisce crema per punti luce nelle zone d’ombra.

Salcerella (Lythrum salicaria)

Zona: riva umida e palude, +10–5 cm · Funzione: depurante, impollinatori · Fioritura: spighe magenta, giugno–settembre · Rusticità: tutta Italia

Un metro e mezzo di spighe fucsia per tutta l’estate: è il fondale scenografico della zona umida e un magnete per api e farfalle. Autoctona da noi (è invasiva solo in Nordamerica, dove non ha nemici naturali). Si risemina: gestibile con lo sfalcio autunnale.

Nontiscordardimé delle paludi (Myosotis scorpioides)

Zona: riva umida, +5–0 cm · Funzione: tappezzante di bordo · Fioritura: azzurra, maggio–settembre · Rusticità: tutta Italia

Il rifinitore: bassa, morbida, copre le transizioni tra pietra, telo e acqua con mesi di fiorellini azzurri. Non depura granché, ma nessun’altra pianta rende il bordo così naturale. Da usare a gruppi generosi.

Giunco fiorito (Butomus umbellatus)

Zona: acqua bassa, 10–30 cm · Funzione: decorativa, depurante media · Fioritura: ombrelle rosa, giugno–agosto · Rusticità: tutta Italia

Autoctono e sottovalutato: steli sottili con ombrelle di fiori rosa profumati che sembrano disegnate. Elegantissimo a piccoli gruppi tra le lische. Parte lento il primo anno, poi si assesta.

Veronica beccabunga (Veronica beccabunga)

Zona: riva umida e palude, 0–10 cm · Funzione: tappezzante depurante, attiva anche nei mesi freddi · Fioritura: blu intenso, maggio–agosto · Rusticità: tutta Italia

Piccola, strisciante, sempreverde nei climi miti: continua ad assorbire nutrienti anche quando le grandi palustri dormono, dando una mano al sistema proprio nella stagione in cui le alghe invernali ne approfitterebbero. Ottima nei bordi dei plunge pool naturali, dove lo spazio per le palustri grandi manca.

Fascia 4 — Ninfee e fiorite di profondità

Le regine. Radicate sul fondo tra 50 e 150 cm, con le foglie stese in superficie fanno tre lavori insieme: ombreggiano l’acqua (meno luce, meno alghe, acqua più fresca), assorbono nutrienti dal fondale e regalano al biolago la sua immagine iconica. La copertura ideale delle foglie è un terzo della superficie della zona in cui vivono: di più soffoca le sommerse, di meno lascia scaldare troppo l’acqua nelle estati italiane.

Ninfee rustiche (Nymphaea ibridi rustici)

Zona: acqua profonda, 40–120 cm secondo la cultivar · Funzione: ombreggiante, decorativa, assorbe nutrienti dal fondo · Fioritura: maggio–settembre · Rusticità: tutta Italia (le rustiche, non le tropicali)

Il capitolo ninfee meriterebbe un articolo a sé, ma le regole essenziali sono quattro. Primo: solo cultivar rustiche — le tropicali (fiori blu o viola, portati alti sull’acqua) in Italia muoiono al primo inverno, salvo laghetti riscaldati. Secondo: rispettate la profondità della cultivar: le nane (‘Pygmaea Helvola’, gialla) vogliono 20–40 cm, le medie (‘Marliacea Chromatella’, gialla; ‘Gonnère’, bianca doppia) 40–80 cm, le vigorose (‘Attraction’, rosso granata; ‘Colorado’, salmone) 60–120 cm. Una ninfea vigorosa in 40 cm d’acqua esplode e invade; una nana a un metro di profondità annaspa e muore. Terzo: cestelli capienti con substrato minerale e concime a lenta cessione in pastiglie dentro il cestello, mai sciolto in acqua. Quarto: le ninfee odiano l’acqua mossa — lontane da cascate e rientri di flusso, o non fioriranno mai.

Nannufero (Nuphar lutea)

Zona: acqua profonda, 60–200 cm · Funzione: ombreggiante, robustissima · Fioritura: coppe gialle sopra l’acqua, giugno–agosto · Rusticità: tutta Italia

La ninfea gialla autoctona dei nostri fiumi lenti. Meno spettacolare delle Nymphaea ma molto più tollerante: accetta acqua leggermente mossa, ombra parziale e profondità dove le ninfee ibride si arrendono. La scelta giusta per i biolaghi grandi e i punti difficili.

Limnantemio (Nymphoides peltata)

Zona: acqua media, 30–80 cm · Funzione: ombreggiante rapida · Fioritura: fiorellini gialli sfrangiati, giugno–settembre · Rusticità: tutta Italia

Sembra una mini-ninfea con foglie di 5 cm e fiori gialli a frange che si rinnovano ogni giorno. Copre in fretta — pregio nei primi due anni, quando il biolago nuovo ha bisogno di ombra subito, difetto poi: va diradata ogni anno senza timidezze.

Aponogeton (Aponogeton distachyos)

Zona: acqua media, 30–60 cm · Funzione: decorativa nelle mezze stagioni · Fioritura: bianca profumata di vaniglia, autunno–primavera · Rusticità: centro-sud e zone miti dei laghi; nel nord continentale può gelare

La stranezza preziosa: fiorisce quando tutto il resto dorme, da ottobre a maggio, con un profumo che sorprende. Sudafricana, va in riposo nel pieno dell’estate. Sul Garda e nei climi da olivo prospera; in pianura padana fredda rischia, meglio in zona riparata.

Le piante da evitare (e quelle vietate per legge)

La sezione che i vivai non scrivono. Due categorie: le specie vietate dal regolamento UE 1143/2014 sulle specie esotiche invasive — che è illegale vendere, piantare e detenere, eppure circolano ancora nei mercatini e nei passaggi tra privati — e le specie legali ma sconsigliate in un biolago per esperienza diretta.

Vietate in UE — non compratele nemmeno se le trovate:

  • Giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes): bellissimo, fiori lilla, e per questo ancora richiestissimo. Vietato dal 2016: raddoppia la superficie in due settimane e d’inverno muore in massa, marcendo nell’acqua.
  • Lattuga d’acqua (Pistia stratiotes): le rosette vellutate dei laghetti anni ’90. In lista UE dal 2022, stesse dinamiche del giacinto.
  • Peste d’acqua di Nuttall (Elodea nuttallii): venduta per decenni come “ossigenante facile”. Vietata dal 2017 — il ceratofillo fa lo stesso lavoro senza rischi. Anche la cugina Elodea canadensis, non vietata, è comunque da evitare: troppo espansiva.
  • Millefoglio brasiliano (Myriophyllum aquaticum) e M. heterophyllum: i millefogli esotici, vietati. Usate solo lo spicatum nostrano.
  • Ludwigia (Ludwigia grandiflora e peploides): fiori gialli deliziosi, capacità di soffocare un ettaro di zona umida. Vietate.
  • Soldinella reniforme (Hydrocotyle ranunculoides): tappezzante d’acqua vietata, cresce 20 cm al giorno in piena estate.

Legali ma sconsigliate nel biolago di casa:

  • Cannuccia di palude (Phragmites australis): la più potente pianta di fitodepurazione che esista — nei grandi impianti tecnici è la regina, e non a caso domina i sistemi di fitodepurazione professionali. Ma nel biolago domestico i suoi rizomi perforanti sono una condanna per il telo: solo con vasche in cemento o barriere anti-rizoma professionali.
  • Tifa maggiore (Typha latifolia): come sopra: rizomi a punta di lancia. Scegliete la minima.
  • Equiseto (Equisetum hyemale): bellissimo in stile giapponese, ma i rizomi passano sotto i vialetti. Solo in vasi completamente chiusi fuori dall’acqua.
  • Canna comune (Arundo donax) e bambù presso le sponde: nessuno li pianterebbe nell’acqua, ma piantati a 2–3 metri dal bordo arrivano al telo in un paio di stagioni. I bambù solo con barriera, la canna mai.
  • Salici e pioppi vicino al bordo: non piante acquatiche, ma l’errore paesaggistico più frequente: radici che cercano l’acqua (e la trovano, bucando), più una nevicata di foglie che ogni autunno si trasforma in nutrienti sul fondo.

Come si mettono a dimora: cestelli, substrato, trucchi di cantiere

Comprare le piante giuste e piantarle male è il modo più costoso di fallire. Tre metodi, in ordine di controllo:

Cestelli forati — il metodo standard per ninfee e per tutte le specie espansive (menta, lisca, limnantemio). Cestello in plastica a rete foderato di iuta, riempito di substrato minerale, pianta al centro, strato di ghiaia grossa in superficie perché il materiale non si disperda. Vantaggi: contenete le colonizzatrici, e a ogni divisione tirate su il cestello invece di scavare. Regola dimensionale: più grande è il cestello, più grande diventa la pianta — una ninfea vigorosa vuole almeno 10 litri.

Piantumazione libera nel substrato — per la zona di rigenerazione vera e propria: le palustri depuranti (iris, carici, giunchi, pontederie) radicano direttamente nel letto di ghiaia e lapillo della zona filtrante. È il metodo che massimizza la fitodepurazione, perché le radici si espandono senza limiti nel materiale attraversato dall’acqua. Si pianta a radice quasi nuda, togliendo il terriccio di vivaio: sì, sembra brutale, e sì, va fatto — quel terriccio in acqua è concime per alghe.

Sacche e tasche vegetative — per le sponde ripide dove ghiaia e cestelli scivolerebbero: tasche di tessuto ancorate al bordo, utili soprattutto nei plunge pool e nelle vasche a parete verticale dove la fascia palustre va ricreata artificialmente.

Sulle ossigenanti sommerse, nessuna cerimonia: il ceratofillo si lancia in acqua a mazzi zavorrati con un sasso e un elastico, la vallisneria si interra appena nel fondo. E un trucco da cantiere che vale oro il primo anno: piantate prima di riempire del tutto — con 20 cm d’acqua si lavora comodi, con un metro si lavora in apnea.

Schema di piantumazione tipo: un biolago di 50 mq

Per tradurre le schede in un progetto concreto, ecco come distribuiremmo le specie in un biolago familiare di 50 mq — 30 di zona balneabile e 20 di rigenerazione — nel clima del nord Italia:

  • Zona di rigenerazione (20 mq): il fronte principale a giaggiolo acquatico e carici (una quarantina di piante in gruppi da 5–7), intervallato da tre gruppi di pontederia per il colore estivo e due di tifa nana. Ai bordi esterni menta acquatica e salcerella in cestello. Nella parte più profonda della zona filtrante, lisca lacustre. Totale: 70–80 palustri.
  • Fascia di riva attorno alla balneabile (bordo, 8–10 metri lineari): nontiscordardimé e veronica a tappeto nei punti di passaggio, calta palustre nell’angolo più fresco, giunco a dare struttura invernale. Qui niente specie alte: la vista sull’acqua resta aperta.
  • Acqua profonda (nella balneabile, lato opposto all’ingresso): tre ninfee medie (‘Gonnère’ bianca e ‘Marliacea Chromatella’ gialla) in cestelli da 10 litri a 60–70 cm, lontane dal punto di rientro dell’acqua.
  • Colonna d’acqua: 60–80 mazzi di ceratofillo distribuiti ovunque, più violetta d’acqua nei 30–40 cm della zona di transizione.
  • Superficie: una decina di rosette di morso di rana, e basta: con tre ninfee adulte la copertura arriverà da sola al terzo anno.

Budget indicativo per questo impianto: 900–1.400 € di piante acquistate da vivaio specializzato, che scendono sensibilmente comprando le palustri in formato giovane e aspettando una stagione in più. Nel conto di un biolago completo è la voce più piccola — e quella con il ritorno più alto.

Tabella riassuntiva: tutte le specie a colpo d’occhio

SpecieFasciaProfonditàFunzione principaleFiorituraRusticità
CeratofilloSommersa40–150 cmOssigena, anti-alghe—Tutta Italia
Millefoglio d’acquaSommersa30–100 cmOssigenaGiu–AgoTutta Italia
Violetta d’acquaSommersa20–50 cmOssigenaMag–GiuNord/Centro
Brasca increspataSommersa40–120 cmOssigena—Tutta Italia
VallisneriaSommersa40–100 cmOssigena—Ideale al Sud
CharaSommersa30–150 cmAssorbe fosfati—Tutta Italia
Morso di ranaGalleggianteSuperficieOmbreggiaGiu–AgoTutta Italia
Erba coltellinaGalleggiante40–100 cmAssorbe nutrientiGiu–LugNord/Centro
Castagna d’acquaGalleggiante60–150 cmOmbreggiaEstateAma il caldo
Giaggiolo acquaticoPalude0–20 cmDepura (top)Mag–GiuTutta Italia
Tifa nanaPalude0–20 cmDepuraEstateTutta Italia
GiuncoRiva/Palude+5–10 cmDepura, sempreverde—Tutta Italia
CariceRiva+10–15 cmConsolida spondePrimaveraTutta Italia
Lisca lacustreAcqua bassa20–50 cmDepura in profonditàEstateTutta Italia
Menta acquaticaRiva/Palude0–10 cmDepura, aromaticaLug–SetTutta Italia
Calta palustreRiva+5–0 cmDecora (precoce)Mar–MagNord/Centro
PontederiaAcqua bassa10–30 cmDepura, decoraGiu–SetTutta Italia
SagittariaAcqua bassa10–40 cmDepuraEstateTutta Italia
MestolacciaPalude0–20 cmDepuraEstateTutta Italia
Calamo aromaticoPalude0–20 cmDepura—Tutta Italia
SalcerellaRiva/Palude+10–5 cmDepura, impollinatoriGiu–SetTutta Italia
NontiscordardiméRiva+5–0 cmRifinisce il bordoMag–SetTutta Italia
Giunco fioritoAcqua bassa10–30 cmDecoraGiu–AgoTutta Italia
Veronica beccabungaRiva/Palude0–10 cmDepura anche d’invernoMag–AgoTutta Italia
Ninfee rusticheProfonda40–120 cmOmbreggia, decoraMag–SetTutta Italia
NannuferoProfonda60–200 cmOmbreggia, robustaGiu–AgoTutta Italia
LimnantemioAcqua media30–80 cmOmbreggia (rapida)Giu–SetTutta Italia
AponogetonAcqua media30–60 cmFiorisce d’invernoOtt–MagCentro-Sud

Quante piante servono, e quando piantarle

Le domande finali di chi arriva fin qui. Quante: come ordine di grandezza, nella zona di rigenerazione calcolate 3–5 piante al metro quadro per palustri e piante di acqua bassa, 3–5 mazzi al mq di ossigenanti sommerse, e una ninfea ogni 2–4 mq di zona profonda. Meglio pochi gruppi densi di tante specie sparse una qua e una là: i gruppi monospecifici lavorano meglio e sembrano più naturali. Quando: da metà aprile a fine giugno, con l’acqua sopra i 12–15 gradi — la pianta radica in poche settimane e depura già la prima estate. Piantare in autunno si può nei climi miti, ma il primo inverno senza radici assestate è una roulette.

E i pesci? In una biopiscina, no — e ora sapete spiegare il perché ai vostri ospiti: ogni pesce è una piccola fabbrica di nutrienti che rema contro tutto il lavoro delle piante di questa pagina. Chi vuole le carpe koi vuole un altro tipo di impianto, con filtrazione dedicata: un mondo bellissimo, ma un altro mondo.

Il primo anno il biolago non sarà perfetto: le piante devono radicare, l’ecosistema deve trovare il suo equilibrio, e qualche fase di acqua torbida o di alghe è fisiologica. Dal secondo anno, se avete piantato secondo queste regole, il sistema si regge da solo — e voi avrete solo il compito più bello: lo sfalcio autunnale e il diradamento primaverile, dieci ore l’anno per un’acqua che si pulisce da sola. Quanto costa arrivarci, ve lo raccontiamo nella guida ai costi reali.

Fonti: linee guida FLL per le piscine naturali (Richtlinien für Planung, Bau, Instandhaltung und Betrieb von Schwimm- und Badeteichen), Regolamento UE 1143/2014 e successivi aggiornamenti della lista delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, elenchi di disponibilità dei vivai acquatici italiani.

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