Le piante di un biolago non sono decorazione: sono l’impianto di depurazione. Assorbono i nutrienti che altrimenti nutrirebbero le alghe, ossigenano l’acqua, danno rifugio ai predatori delle zanzare e stabilizzano le sponde. Scegliere le specie giuste è progettazione, non giardinaggio. Ecco le dodici che formano l’ossatura di quasi ogni impianto ben fatto, divise per funzione — perché in un biolago ogni pianta ha un mestiere.
Le fitodepuranti: il motore del filtro
Vivono con le radici nel substrato della zona di rigenerazione e sono le vere lavoratrici dell’impianto. 1. Phragmites australis (cannuccia di palude): la regina della fitodepurazione, radici potentissime, usata anche negli impianti di depurazione civile. In un biolago domestico va dosata: è vigorosa e tende a espandersi. 2. Typha (tifa o mazza sorda): grande assorbitrice di nutrienti, iconica con le sue pannocchie brune; anche lei da contenere. 3. Iris pseudacorus (giaggiolo acquatico): depura bene e regala fioriture gialle spettacolari a maggio: la fitodepurante più bella. 4. Carex (carice): il genere tuttofare — sopporta livelli d’acqua variabili, trattiene le sponde, tesse il paesaggio. 5. Juncus (giunco): verticale, ordinato, perfetto per dare struttura ai margini.
Le ossigenanti: l’aria sott’acqua
Vivono sommerse e rilasciano ossigeno direttamente in acqua, il carburante dei microrganismi depuranti. 6. Ceratophyllum demersum (ceratofillo): galleggia libera, cresce in fretta, sottrae nutrienti alle alghe con efficienza brutale. 7. Myriophyllum spicatum (millefoglio d’acqua): piumosa, ottima ossigenante — attenzione a scegliere le specie europee, non le esotiche invasive. 8. Elodea/Egeria: la classica ossigenante da laghetto, instancabile nei primi anni di avviamento, quando l’impianto ne ha più bisogno.
Le ornamentali galleggianti: bellezza con funzione
9. Nymphaea (ninfea): il simbolo stesso del biolago. Oltre alla bellezza, le foglie ombreggiano l’acqua, tenendola fresca e sottraendo luce alle alghe. Esistono varietà rustiche che fioriscono da maggio a settembre e reggono i nostri inverni all’aperto. 10. Nuphar lutea (nannufero): la cugina spontanea della ninfea, fiori gialli, robustissima, perfetta per l’aspetto naturale. 11. Hydrocharis morsus-ranae (morso di rana): piccola galleggiante dai fiorellini bianchi, copre rapidamente e si controlla facilmente.
La riva fiorita
12. Caltha palustris (calta palustre): apre la stagione con l’oro dei suoi fiori a marzo, quando il resto dorme ancora. Insieme a Lythrum (salcerella), Mentha aquatica e Pontederia compone la fascia umida di riva che cuce il biolago al giardino — ed è il buffet preferito di api e farfalle.
Le regole di composizione che fanno la differenza
Un impianto equilibrato segue poche regole d’oro. Densità: la zona di rigenerazione va piantumata fitta fin da subito (4–6 piante/mq per le palustri): ogni centimetro di substrato nudo è spazio regalato alle alghe. Diversità: mai monocolture — un mix di fitodepuranti, ossigenanti e galleggianti copre stagioni e funzioni diverse, e se una specie soffre le altre compensano. Autoctonia: privilegia specie europee e rustiche: si adattano al clima, non richiedono cure e non creano problemi ecologici. Evita tassativamente le esotiche invasive vendute nei centri non specializzati (giacinto d’acqua, lattuga d’acqua, alcune Ludwigia): in molti casi sono anche vietate. Pazienza: il primo anno le piante lavorano al 30% — è normale, ed è il motivo per cui conviene piantare in autunno o inizio primavera e aspettarsi acqua perfetta dal secondo anno.
Manutenzione: poca, ma quella giusta
Il lavoro dell’anno si concentra in due momenti: la potatura autunnale delle parti aeree (le sostanze assorbite dalle piante escono dal sistema solo se tagli e porti via — lasciarle decomporre in acqua vanificherebbe il lavoro di un’intera stagione) e il diradamento primaverile delle specie più vigorose. Tutto qui: niente concimi, mai, per nessun motivo — in un biolago il concime si chiama alga.
Vuoi la lista completa con quantità per mq in base alla dimensione del tuo impianto? Scrivici le misure del tuo progetto: te la prepariamo. E se parti da zero, comincia dalla guida completa alla biopiscina.


